Mariangela Vanalli intervista il Prof. Piergiorgio Spaggiari

 
 
Mariangela Vanalli intervista il Prof. Piergiorgio Spaggiari presso  il suo studio di Milano il 29  Febbraio 2020,
Oggetto dell'intervista è il collegamento fra il progetto calorArt e gli studi della giovane ricercatrice.
 
 
 

La Dottoressa Mariangela Vanalli – ricercatrice facente parte del team calorArt, intervista il Prof. Piergiorgio Spaggiari - docente di Fisica Quantistica, Medicina Quantistica e Medicina dello Sport, presso il suo Studio di Milano, in occasione della visita del 29 Febbraio scorso, con Antonio Petracca e Andrea Flavi.

 

Dottoressa Mariangela Vanalli (dMV): Grazie Professore per avermi ricevuta, assieme ad Antonio Petracca e Andrea Flavi; è un onore e un privilegio poterLa intervistare, oltre che per il progetto calorArt - che evidentemente ci sta a cuore, ma anche per presentarle gli studi che svolgo abitualmente con molta dedizione nel campo socio-sanitario.

Prof. Piergiorgio Spaggiari (P.G.S): Grazie a voi per la visita e per la fiducia; l’amico che abbiamo in comune, Alberto Negri – Presidente dell’Associazione Spazio Tesla, mi aveva già preannunciato la vostra visita e parlato sommariamente del progetto che state portando avanti in un contesto di estrema professionalità

dMV: La prima domanda che Le pongo, Professore, riguarda il metodo per l’informazione dell’acqua del circuito chiuso di calorArt e l’efficacia in termini pratici di questo metodo, ovvero:

Quando furono fatti la scorsa primavera  i primi esperimenti, l'acqua fu informata tramite trattamento di uno dei nipples (in volgo "bocchettone") - indicato nella scheda tecnica di calorArt-  utilizzando un metodo per l'informazione dei materiali assimilabile alla torre di Tesla; concettualmente – con apposite strumentazioni - si sarebbe unito l’informazione che proviene dal cielo attraverso raggi cosmici con la radiazione tellurica (dalla terra).

I materiali informati dovrebbero assumere caratteristiche che possono essere verificate strumentalmente, in grado di riequilibrare anche i riflessi neuromotori, la postura e il tono muscolare.


E' questo il modo più sicuro, più appropriato e più raccomandabile per informare l'acqua all'interno del circuito, ovvero ottenere l’informazione dell’acqua attraverso il trattamento di uno dei quattro bocchettoni, dal quale l’acqua è obbligata a passare?

P.G.S: Diciamo che questo può essere ritenuto un metodo valido ma penso che per ottenere un risultato migliore e che può essere verificato successivamente, occorre effettuare il trattamento di tutti e quattro i bocchettoni e non soltanto su uno solo.

E’ necessario inoltre essere certi dell’affidabilità della procedura tecnica proposta per il trattamento dei singoli bocchettoni, conseguentemente è necessario rivolgersi a laboratori altamente specializzati. Al riguardo potrei raccomandarne qualcuno se fosse necessario.

dMV: Grazie Professore, Le chiedo conseguentemente: per quanto tempo si mantiene l’informazione dell’acqua? Ovvero per quanto tempo i nipples restano informati e quindi in grado di influenzare l'acqua durante il suo percorso nel circuito?

P.G.S: un tempo decisamente lungo, maggiore della nostra stessa vita, se l’informazione è stata correttamente eseguita

dMV: Però! Non mi sarei aspettata un così lungo periodo, veramente molto, molto interessante.

Le chiedo, Professore, quale è la massima temperatura di riscaldamento dell'acqua da non superare per mantenerne le caratteristiche di informazione?

P.G.S: L’acqua potrebbe tranquillamente arrivare a temperatura di ebollizione, senza con questo perdere le proprietà di informazione; ovviamente questo è un discorso squisitamente teorico, poiché nel calorArt la temperatura dell’acqua non può certamente raggiungere l’ebollizione; conseguentemente il passaggio dell’acqua dallo stato liquido non può passare a quello gassoso.

dMV: Molto consolante da sapere Professore.

Questo aspetto, un po’ contraddetto in giro, un poco ci preoccupava anche se la temperatura di riscaldamento dell’acqua – quando attivato – non arriverebbe appunto a temperatura di ebollizione.

Le chiedo ancora Professore: Posto che l'acqua informata debba emanare benessere influenzando le condizioni psico-fisiche del soggetto che si trovi di fronte a calorArt, a quale distanza massima occorre rimanere per averne gli influssi?

P.G.S: Come lei sa, molto si è scritto sulle proprietà dell’acqua, anche quella informata; le convinzioni in merito non sono condivise da tutti.

Tuttavia la tendenza nell’ammettere che l’acqua informata abbia la capacità di trasmettere benessere, alla condizione che sia stata correttamente informata, convince sempre più una parte della gente.

Venendo alla sua domanda le dico onestamente che il massimo del beneficio lo si potrebbe ottenere se l’acqua la si bevesse; nel caso di calorArt l’utente dovrebbe stare a diretto contatto del dispositivo, cosa che generalmente non si verifica e ricordo che l’energia eventualmente assorbita è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dalla sorgente che emette.

Conseguentemente le dico che sarà di fondamentale importanza l’informazione dei quattro nipples, poiché sono questi che dovranno trasferire l’informazione all’acqua.

 Le confermo anche che è difficile trovare una strumentazione sensibile a tale punto che riesca a misurare l’energia dell’acqua e quindi potremmo procedere con delle misure indirette.

Ovvero , con strumenti simili a quelli che avete già utilizzato nei vostri primi esperimenti, verificare le variazioni sensibili su qualche soggetto di voi, prima e dopo l’esposizione a distanza da calorArt.

C’è anche da dire che vi sono altri fattori nel dispositivo che indiscutibilmente generano benessere:

L’Opera d’Arte che è raffigurata sui pannelli, dai colori che trovano applicazione nella cromologia, ma non solo, i fotoni generati dalla retro illuminazione soffusa; per non dimenticare l’effetto benefico del calore.

Sarà necessario quindi considerare tutti questi elementi fisici e arrivare a delle conclusioni concrete.

dMV: Professore, Le componenti elettriche che rendono autonomo calorArt nel funzionamento, poiché non necessita di essere collegato con l’impianto idrico come avviene nei comuni impianti di riscaldamento,  sono circolatore + 1 espansore da 4 L + Valvola di sicurezza.

Questi sono progettualmente allocati in un vano con sportello schermato in piombo, in modo tale da non influenzare negativamente l'acqua del circuito. Viene confermata la necessità di questa accortezza?

P.G.S: indubbiamente sì poiché, come tutti dovrebbero sapere, la corrente elettrica produce campi elettromagnetici che sono elementi di disturbo

dMV: Qualcuno ci consigliò di chiamare calorArt "progetto radionico" . Mi farebbe piacere, Professore, che Lei mi esprimesse il Suo pensiero al riguardo, ovvero sull’appropriatezza della definizione di "Progetto Radionico".

P.G.S: non desidero entrare in un campo minato nel quale occorre muoversi con estrema cautela.

Nella “radionica” rientrano teorie e pratiche quali la rabdomanzia, la pratica del pendolino, le trasmissioni di segnali a distanza - inviati attraverso strumentazioni che hanno solo commutatori non collegati a nulla, ecc,  e che sono molto contestati dall’ambiente scientifico.

 Ritengo pertanto sconveniente l’utilizzo della terminologia “progetto radionico”.

Personalmente mi sento anche portato a considerare potenzialmente  efficaci alcune di queste operazioni, che altro non sono che l’utilizzazione delle enormi capacità energetiche ad opera del cervello umano del cui potenziale si conosce ancora troppo poco.

dMV: La mia ultima domanda, caro professor Spaggiari, mi sta particolarmente a cuore essendo inerente a un mio progetto di tre anni fa, cui al link http://www.comet-initiative.org/studies/details/961, le cui risultanze mi hanno fatto venire in mente il possibile utilizzo dl calorArt per ridurre i disturbi del comportamento e cognitivi nei pazienti con un Mini Mental Test da 19 ed inferiore a 19 o che hanno pluripatologie correlate anche con Alzheimer. Che cosa ne pensa?

P.G.S: Il suo progetto potrebbe essere rivalutato dalle strutture socio-sanitarie regionali e/o o dalla regione Lombardia stessa; purtroppo però oggi sono tutte chiuse, visto la situazione paradossale nella quale tutti ci troviamo a causa della pandemia da coronavirus.

Penso che, passata questa tragica tempesta, si possa rivalutare il suo utile progetto.